Convegno Nazionale “Dalla parte dei Genitori”: vi aspettiamo!

Siamo sempre molto contente di parlare e annunciarvi la data del Convegno Nazionale del CPPP (Centro Psicopedagogico per l’Educazione e la Gestione dei Conflitti), “Dalla parte dei Genitori“, che si terrà a Piacenza il 13 Aprile 2019.  Quest’anno il tema centrale sarà appunto relativo ai Genitori. Si parlerà di quanto sia difficile e dispersivo fare il genitore oggi. Di quanto ci si affidi ad altro piuttosto che alle proprie risorse interiori. Vi saranno diversi relatori e tutti di notevole spessore tra cui: Daniele Novara (pedagogista e fondatore del CPP di Piacenza), Paolo Ragusa (pedagogista e formatore del CPP), Silvia Vegetti Finzi (psicologa e autrice di diversi testi), Alberto Pellai (psicoterapeuta e scrittore), Susanna Mantovani (pedagogista), Bruno Tognolini (autore e poeta) solo per citarne alcuni.

Ne parliamo perché: crediamo sia fondamentale (specie di questi tempi) un confronto autentico con figure esperte per riportare i genitori al loro ruolo educativo. Per aiutarli e sostenerli nel processo di crescita dei loro figli. Per non sentirsi soli e senza strumenti. Partecipare, da genitore o educatore, è un modo per condividere, ascoltare,prendere spunti nuovi per affrontare la difficile impresa della crescita. Per questo vi aspettiamo! 

*ps fino al 15 febbraio la quota di adesione è di 60€. Info e contatti: info@cppp.it / segreteria:

 

 

 

 

 

Mangiare che fatica..

 

L’atto del nutrirsi non è sempre un momento piacevole per tutti i bambini. Vi sono anche piccoli che fanno fatica, mangiano controvoglia e non trovano nel cibo quel conforto desiderato. Come fare dunque quando ci si trova in situazioni di questo genere? Occorre insistere o meglio lasciar perdere? In generale invitiamo i genitori a considerare il momento del pasto come un momento piacevole cercando di evitare stress e nervosismo (anche se sappiamo quanto sia difficile accettare questo). Mantenete per tutto il pasto un tono di voce basso (e’ piu’ rilassante per tutti). Provate con un sottofondo musicale o a canticchiare voi una canzoncina. Il tablet o la TV distraggono il piccolo ma solo in apparenza. Non risolvono il problema dell’appetito né della relazione! Dato che l’atto nutritivo rappresenta un momento difficile e stressante per il piccolo (ma anche per voi) fate in modo di non arrivare troppo stanchi. Datevi degli obbiettivi quotidiani e settimanali e all’occorrenza segnatevi la quantità mangiata e chiedetevi sempre “come ha mangiato oggi?” “Ha pianto un po’ meno e accettato con più naturalezza il pasto?” Col tempo noterete dei miglioramenti e dei segnali positivi che inevitabilmente vi restituiranno anche una maggior fiducia.

Imparare l’inglese fin da piccoli..

 

È giusto o sbagliato apprendere una seconda lingua? I bambini fanno confusione poi? Rispondiamo ad un quesito di alcuni genitori e lo condividiamo. In primis, l’apprendimento della seconda lingua non è obbligatorio ma dal nostro punto di vista può essere un valore aggiunto; Studi confermano le capacità del cervello di un bambino piccolo di imparare con una maggiore facilità e naturalezza rispetto ad un adulto. Pensiamo poi ad un bambino bilingue che ascolta fin dalla nascita due suoni e due lingue. E’ importante piuttosto fare in modo che si possa imparare ma in chiave ludica. Quindi all’interno di un corso specifico, oppure utilizzando la musica e una serie di libri colorati pronti a incuriosire. I genitori spesso però nutrono forti aspettative. E’ bene dar loro tempo, non importa se rispondono o meno e poi come per tutte le cose l’esercizio quotidiano fa la differenza! Loro sanno e capiscono che può esistere anche un’altra lingua per comunicare anche se probabilmente non la classificano come inglese. Crediamo non sia mai nè troppo presto né tardi per una nuova lingua, anzi! Rappresenta un’occasione di scoperta e di arricchimento a qualunque età! Fate sempre in modo che sia un gioco assolutamente non competitivo e non riprendete il piccolo mentre prova ad esprimersi. La correzione nel caso va fatta in modo dolce e naturale.

 

Le telecamere in asilo? Non servono! Occorre invece..

Avevamo già scritto in merito alla questione relativa alle telecamere negli asili, ma purtroppo la cronaca di questi giorni ci riporta ad un nuovo caso di maltrattamenti nella provincia di Roma. Il vero problema, dal nostro punto di vista psicopedagogico, non consiste tanto nel posizionare le telecamere in asilo o meno, occorre piuttosto chiedersi cosa porta quelle persone a comportarsi così, e sfogare la loro rabbia e frustrazione su dei bambini. Questi comportamenti aggressivi e vigliacchi nascondono alle spalle un lavoro con un carico di frustrazione e di solitudine immenso. Se a tutte le educatrici venissero forniti i giusti strumenti, la giusta formazione e supervisione, non si arriverebbe a tanto, anzi loro per prime riconoscerebbero i primi segnali di malessere e si farebbero aiutare dalla rete di persone e colleghe che le circondano, poiché saprebbero di essere tenute in mente dal gruppo di lavoro.

Un’educatrice seguita sa di potersi fidare e soprattutto é consapevole ogni giorno e ogni anno di più della responsabilità umana e sociale che depone con il suo modo di lavorare e di giocare. Le telecamere possono essere uno strumento di indagine e apparentemente una maggiore sicurezza per i genitori, ma per esperienza vi assicuriamo che non saranno mai la soluzione definitiva. Occorre lavorare e far crescere i gruppi di educatrici/educatori/maestre/insegnanti dando loro tempo e fiducia, monitorando costantemente la loro modalità operativa e condividendo con i genitori e le famiglie le fatiche dell’educare. Il processo educativo è in quest’ottica una crescita collettiva che riguarda tutti: il bambino, la sua famiglia e l’educatrice che lo accompagna nella sua prima esperienza di socializzazione strutturata.

 

Buona Ripresa…

 

Tornare all’asilo e a scuola dopo le festività non è mai semplice. Le giornate di questa settimana potrebbero essere impegnative per i genitori che lasciano e per le educatrici che accolgono talvolta i piccoli in lacrime e disorientati dal cambio di routine. L’aspetto positivo è che dopo un primo momento di ambientamento i bambini ricordano perfettamente il contesto e le voci e riescono a giocare e partecipare alle attività con maggiore facilità e disinvoltura. Il genitore può: accettare questa fase di fragilità emotiva e incoraggiare il bambino (di qualsiasi età) a rivedere l’ambiente-scuola-gioco che sicuramente un po’ gli sarà mancato in questi lunghi giorni di festa. Rassicurarlo del fatto che un po’ di ansia ed emozione nel tornare a scuola/asilo la provano tutti i bambini, anche i più grandi anche se non piangono. Dal nostro punto di vista psicopedagogico non vi è bisogno di promettere regali e ricompense (quanti ne avranno ricevuti a Natale?!) piuttosto accettare questo momento e garantire loro che presto tutto si risolverà al meglio, basterà avere un po’ di fiducia e tra una canzone e un gioco l’ambiente tornerà familiare.

 

Il potere delle vacanze!

 

Continuano i giorni di festa..almeno per i bambini.. che aspettano anche i regali della Befana già che ci sono! Se riuscite, tra tutto quello che avete organizzato e pensato, tenete un po’ di spazio per il “il dolce far niente” crediamo faccia bene, non solo ai bambini, ma anche agli adulti che devono poter staccare anche se sappiamo bene che con i figli piccoli non si stacca mai in realtà. Giocare e trascorrere un po’ di tempo in casa senza orari e scadenze è un vero toccasana di questi tempi! I bambini, specie se piccoli, hanno tanto bisogno non solo di voi genitori, ma del vostro tempo. Fate scorta di storie, canzoncine, burattini, travasi semplici e tutto quello che la vostra fantasia e creatività vi offre. Vi garantiamo, per esperienza,che si tratterà dei migliori regali che farete ai vostri figli. 

Auguri & Buone Feste da Marta & Sara di MammeCheFatica

Ma quando arriva Babbo Natale?! Oggi?!

 

“Ma quando arriva Babbo Natale?! Oggi?! Domani?! Ma perche’ non arriva?” Queste sono le tipiche domande dei bambini 3-6 anni che hanno una concezione del tempo ancora non strutturata completamente e soprattutto vivono nella magica e intrepida attesa di Babbo Natale che aspettano da almeno un mese e mezzo..(con gli anni anche Babbo Natale lo si attende già da metà autunno). Evitate pero’ se potete, cari genitori, frasi del tipo “fai la brava altrimenti Babbo Natale da te non viene” perche’ non saremmo coerenti, dato che Babbo Natale quando arriverà il 25 porterà fin troppi regali nelle nostre case.. provate invece a responsabilizzarli e dare loro il tempo di rispettare la mansione proposta. Ricontate insieme le caselline del calendario dell’Avvento oppure date loro degli oggetti (tipo matita,gomma,giochino,post It) pari al numero dei giorni mancanti al Natale, così facendo concentreranno la loro attenzione sugli oggetti piuttosto che sull’attesa. Nel frattempo possono anche decorare o colorare in vari modi una scatola (delle scarpe o altro) dove riporre i vari oggetti. Siamo sempre convinte che con poco si possa fare molto è sufficiente un po’ di sana fantasia e creatività. Bambini da oggi siamo a – 6!!!!!!

 

Come trasmettere il piacere del cibo..

Il piacere del cibo va coltivato fin da piccoli e fa parte di un discorso più ampio e delicato legato alla relazione e al rapporto materno. Non tutti i bambini da piccoli trovano piacere nel cibo, anzi lungo il nostro percorso ne abbiamo incontrati tanti che riscontravano difficoltà durante il momento del pranzo. Vediamo insieme come fare per affrontare nel modo più sereno e naturale possibile questa dinamica che se vissuta male porta il piccolo a rifiutare il cibo proposto e il genitore a trovare strategie per sperare che riesca a mandar giu’ almeno un boccone. Per cominciare provate a parlare al piccolo del piacere di sperimentare gusti e sapori nuovi durante la giornata, non solo durante il momento specifico del pasto. I bambini anche se piccoli percepiscono il senso generale. Provate, anche se sarà difficile all’inizio, a creare un ambiente facilitate, con poche distrazioni, per valorizzare il cibo e più ancora il momento del pasto come rituale caratterizzato da affetto e amore. Provate a dare loro anche solo un cucchiaino (che puntualmente sbatteranno sul seggiolone o butteranno a terra). E’ bene che anche loro possano avere un oggetto simile al nostro e che possano anche toccarlo e manipolarlo con le loro manine prima di portarlo alla bocca.

 

Più libri più liberi vi aspetta a Roma!

 

Dal 5 al 9 Dicembre come d’abitudine si svolge a Roma la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria con tante proposte e iniziative anche per la prima infanzia e i ragazzi. La location è sempre suggestiva, all’interno della nuvola di Fuksas. MammeCheFatica sarà presente e andrà a caccia di idee e progetti nuovi da raccontarvi. Alle famiglie romane che ci seguono e a quelle in vacanza nella capitale la proponiamo come attività speciale per un weekend diverso dal solito dove scovare libri nuovi (ottima occasione in vista del Natale) e avvicinarsi al mondo della lettura che non guasta mai a tutte le età!!

Vi aspettiamo!

 

 

 

State già pensando al Natale?!

 

E’ ancora presto ma si sa, ormai nei supermercati c’è già da tempo il panettone sugli scaffali e in giro iniziano a montare le luminarie. L’atmosfera natalizia è alle porte e sicuramente starete già pensando a che regali fare..  Se possiamo darvi un suggerimento: non riempite i figli con mille regali, regalate loro piuttosto del tempo e delle esperienze da fare insieme o in autonomia a seconda dell’eta’. Sono queste le cose vere che restano quando si cresce! È un peccato poi perché si sa dopo lo scarto e il classico rituale i bambini quando ricevono troppi regali fanno fatica a concentrarsi e a dare valore e importanza a ciò che ricevono. Ma abbiamo ancora un po’ di tempo per pensarci per fortuna! Scegliete bene e con cura, non acquistate per forza tutto ciò che i bambini chiedono dalla mitica letterina, tanto alla fine è Babbo Natale che sceglie!? No?!!