“Noi ci vogliamo bene” di Marco Bianchi..

Questa mattina in occasione della Moms Week promossa da Fattore Mamma e Periodo Fertile  presso il Westin Palace di Milano abbiamo parlato e discusso di varie tematiche dal nostro punto di vista psicopedagogico. Abbiamo avuto il piacere di conoscere anche l’autore di “Noi ci vogliamo bene” – Ed. Mondadori Marco Bianchi (divulgatore scientifico del team di U.Veronesi).

Perchè ci piace: abbiamo apprezzato il libro (stile fresco e piacevole da leggere!) perchè tratta di temi a noi molto cari (la funzione del cibo e del nutrimento come atto d’amore dal periodo della gravidanza allo svezzamento e oltre). Il libro parte dal racconto autobiografico dell’autore (la ricerca di un figlio, il concepimento e la gravidanza) con una serie di spunti e inserti tecnici e una parte di ricette finali che crediamo siano un valido strumento a livello pratico per tutte le mamme e i papà in azione!

Perchè ne parliamo: ne parliamo con piacere poichè abbiamo ascoltato il suo racconto e la sua testimonianza dal vivo e ci piace l’idea di condividerla con tutti voi. Utilizzare un tipo di alimentazione sana e consapevole crediamo sia il primo vero passo per volersi e volere bene davvero. Imparare a concentrarsi su quello che mangiamo, facendo delle scelte e privilegiando alcuni alimenti è un’azione fondamentale da trasmettere anche ai bambini che fin da piccoli imparano proprio dai nostri gesti.

p.s. MammeChefatica per la cena di domani sera proverà la “Crema di cavolfiore e riso basmati” che trovate a pag. 192 del libro di Marco!

Una piacevole lettura a tutti!

 

Mamma e Papà si separano…

conflitti in famigliaPuò capitare purtroppo che le storie d’amore finiscano, che l’illusione di aver creato la “famiglia perfetta” svanisca per svariate ragioni…Le emozioni coinvolte sono sempre molte, anche opposte fra loro e talvolta prendono il sopravvento facendo dimenticare ai grandi che anche i bambini subiscono questi cambiamenti. Vediamo in estrema sintesi cosa è meglio evitare in queste situazioni complicate:

-mai accusare il partner davanti al bambino, screditarlo o sminuirlo

-mai litigare aspramente

-mai usare i figli per avere un vantaggio personale

-mai far scegliere i bambini con chi preferiscono stare, nè metterli contro l’altro

-mai fare finta di niente e parlare in modo disonesto anche con i più piccoli “perchè tanto non capiscono e non soffrono”

-mai trascinare una storia ormai conclusa “per il bene dei bambini”

Piuttosto ricordiamo loro che in ogni caso l’affetto della mamma e del papà nei loro confronti non cambierà e che non hanno alcuna colpa per quello che sta succedendo.

Sappiamo che avete tutte le carte in regola per affrontare questi momenti bui. Forza!

Si può o non si può…? (parte prima)

mamma e bambinaSempre più spesso arrivano in consultazione genitori disperati, stanchi e sfiduciati..la maggior parte di loro è alle prese con dei veri e propri “principini” o “principesse” di casa, che pur avendo 2,3,4 anni sono così potenti da imporre agli adulti il loro volere.

“Com’è potuto accadere? Mio figlio era un angioletto prma!” si domandano questi genitori disorientati. Noi, per professione ed etica, non colpevolizziamo nessuno, non spetta a noi giudicare, sappiamo bene quanto sia faticoso svolgere il mestiere genitoriale. Possiamo però dare qualche strumento per riflettere su quello sta succedendo. Dalle descrizioni fatte pare proprio che in casa non ci siano regole (a parte quelle dettate dai piccoli “diavoletti”), si può fare quello che si vuole e non si ubbidisce mai. Ma questo è un problema perchè le regole, se impartite con una certa coerenza, danno ai figli certezze, sicurezze e indirizzi di comportamento. Ricordiamoci che sono atti d’amore, che i bambini richiedono con insistenza quando provocano e si impuntano in modo sfiancante.

(continua…)

Come insegnare la Storia ai bambini?

 

E’ importante fin da piccoli trasmettere ai nostri bambini l’amore per la Storia. Perchè, parafrasando De Gregori, tutti noi siamo storia.

Senza appesantirli con spiegazioni complicate e non adatte all’età si può provare a regalare dei libri facili e divertenti che invoglino a leggere e imparare qualcosa di nuovo. Sottoforma di gioco tutto è permesso! Anche i racconti dei nonni sulla guerra, sui partigiani, la Resistenza e la liberazione del nostro Paese sono momenti preziosissimi da non farsi scappare.

Detto questo, buon 25 Aprile a tutti!

Il messaggio del Natale

 

Al di là del significato religioso, il Natale rappresenta un momento speciale per tutti i bambini, appartenenti a famiglie credenti e non. E’ senz’altro un momento di vacanza, di festa, in cui la famiglia allargata si riunisce, magari dopo tanti mesi passati senza vedersi. proponiamo ai più piccoli di preparare il menù scritto, se sanno già scrivere, o disegnare dei segnaposti per tutti gli invitati. Utilizziamo i loro centro tavola costruiti con amore all’asilo o a scuola e coinvolgiamoli nell’ apparecchiare.

Sfruttiamo questo momento per trasmettere anche ai più piccoli dei valori importanti di amore, calore, ma anche di fratellanza e solidarietà con chi è più debole. Non focalizziamoci sui regali e sull’aspetto consumistico della festività, quello che conta davvero sono la famiglia riunita di fronte ad una tavola apparecchiata con amore.

Non abbiamo ancora parlato di…

…arte per i bambini! L’amore per l’espressione artistica, così come per quella musicale, si incomincia a sviluppare da piccolissimi. Dunque, cari genitori, attrezzatevi di: plastilina, pennarelli, gessetti, matite colorate, pennelli, tempere a dita, forbici a punta arrotondata, oggetti da reciclare e tutto quanto possa trasformarsi con la sola fantasia! Durante quelle lunghe domeniche invernali accompagnate i vostri figli ai musei, fateli partecipare a qualsiasi tipo di laboratorio creativo e vi stupirete di quanto possano apprendere, esprimere e reinventare…

Idee per trasformare un pomeriggio piovoso in un momento di gioco:

Idee per trasformare un pomeriggio piovoso in un momento di gioco:

  • Travestirsi con abiti vecchi di mamma e papà
  • Cucinare biscotti, torte e impastare pizze
  • Creare una casetta delle bambole con una scatola di cartone
  • Fare un collage con foto ritagliate da riviste vecchie
  • Giocare con la farina come fosse sabbia
  • Guardare l’album delle foto di fronte ad una bella tazza di cioccolata calda fumante preparata insieme

In fondo basta un pizzico di creatività per divertirsi e stare insieme serenamente..Ricordiamoci che ai bambini interessa di più un gioco artigianale, ma “costruito” con amore, piuttosto che un anonimo oggetto costoso..

Il punto sta non tanto nel diventare giocatori potenziali, ma nel saper giocare, ossia nel sapersi trasformare, inventare nuovi ruoli e immaginare altre realtà, come scrive Manuzzi in Pedagogia del gioco e dell’animazione (ed. Guerrini Studio,2002).

 

Per essere donne perfette è necessario essere madri?

 

Secondo Linda Lé, quarantottenne francese di origini vietnamite, è no. E lo scrive nel libro: “Lettera al figlio che non avrò”, Barbès Intersections,12€.

Di cosa tratta: l’autrice spiega della sua scelta di non avere figli con estrema onestà. Ritiene di non poter amare un figlio che la costringerebbe ad abbandonare la persona che è diventata.

Perchè ne parliamo: perché spesso diamo per scontato che una donna debba diventare madre, ma in realtà è una scelta troppo personale impossibile da giudicare.

MammeCheFatica lo consiglia perchè: nonostante sia un libro che fa riflettere e si porterà dietro molto critiche e contestazioni, è ricco di amore nei confronti del bambino immaginario e del marito reale.

Siete d’accordo?

La rivalità tra fratelli

 

Perché è così frequente che dei fratelli passino dall’affetto all’odio in pochi secondi? Le gelosie, le lotte, l’aggressività e il risentimento sono emozioni naturali tra fratelli. Non bisogna dimenticare, infatti, che il loro legame nasce a partire dalla lotta per la difesa del proprio posto in famiglia. Una volta cresciuti, potranno allearsi e andare d’accordo, ma talvolta saranno ancora rivali o invidiosi. Questi comportamenti si possono spiegare in termini di “sopravvivenza”. I fratelli, cioè, hanno a disposizione le stesse “risorse”, dunque devono imparare da subito a condividere non solo l’amore dei propri genitori, ma anche i giochi e la casa. È come se lottassero per non avere niente in meno dell’altro figlio. Diversamente dall’apparenza, la continua alternanza tra amore e odio è molto utile per imparare che i sentimenti si trasformano e si evolvono. Non è dunque necessario sentirsi in colpa per i propri sentimenti ostili perché il legame col fratello sopravvive nonostante tutto.