Che bella storia questa..da Repubblica.it

 

Leggendo le varie notizie tra un treno e l’altro, su Repubblica.it c’è una bellissima storia. La notizia viene da Riccione; In una scuola elementare c’è una maestra che decide di affrontare e rendere pubblico ai suoi alunni il problema di un compagno che soffre di epilessia. Dopo aver spiegato ai bambini (9 anni) di che cosa si tratta, decide di coinvolgerli e renderli partecipi in caso di emergenza. In classe viene appeso un foglio con i nomi dei bambini che dovranno soccorrerlo chiamando il bidello, prendendo le pastiglie dal cassetto etc. Ovviamente sarà l’insegnante in qualità di adulto, ad occuparsene in prima persona, però apprezziamo il fatto di voler responsabilizzare i bambini rendendoli solidali e in grado di aiutare.  

Bello pensare che anche a Scuola ci siano insegnanti che valorizzano il senso di umanità e solidarietà che sono a nostro parere le materie piu’ importanti da insegnare e trasmettere ai giovani adulti del futuro.

 

Alleanza genitori-insegnanti: è crisi

Ancora un nuovo episodio di violenza contro un insegnante da parte di un genitore. Ancora una volta l’alleanza genitori-insegnanti è fallita in pieno. Se un tempo ciò che diceva l’insegnante era oro colato e i genitori lo sostenevano indirettamente, ora invece se l’insegnante si permette di rimproverare l’alunno rischia anche di essere aggredito dall’alunno stesso o dai genitori. Allora qui ci chiediamo: dove è finito il senso educativo della scuola come istituzione? Perchè così tanta violenza gratuita? Che messaggio stiamo restituendo agli adolescenti di oggi? Non è forse giunto il momento di pensare ad una scuola come luogo aperto, di crescita e di confronto, evitando e riducendo al minimo l’aspetto competitivo? Occorre un coinvolgimento emotivo delle famiglie alle attivita’ scolastiche, per conquistarsi quel senso di fiducia che purtroppo ora non vi è più. Occorre un continuo dialogo anche laddove non vi è partecipazione. I genitori invece devono essere sostenuti e aiutati, nel difficile processo di crescita dei loro figli, in modo incisivo ma non giudicante. Devono essere capiti e rispettati in primis i vari ruoli. Va speso molto tempo per cercare di tornare ad un nuovo equilibrio dove le varie parti possano collaborare e condividere anziché addossarsi colpe su colpe senza poi affrontare il vero problema alla base.

Ci interessa il vostro punto di vista: da genitori,insegnanti ed educatori. 


 

Troppa tecnologia fa male..

Il dibattito è caldo in questi giorni sull’utilizzo o meno dello smartphone a scuola, dato che ormai si tratta di un oggetto indispensabile per le giovani generazioni. Per quanto riguarda i bambini invece vi invitiamo caldamente a non esagerare e a fare in modo che non acquisti un valore fondamentale.  È triste osservare come i bambini fin da piccolissimi riescano a maneggiare e subire il fascino di questi oggetti, ma la colpa non è certo loro..si tratta di una colpa sociale che riguarda e coinvolge noi tutti. Ormai il continuo bisogno di guardare il telefono, maneggiarlo e navigare è talmente un gesto automatico e naturale che è difficile stabilire un limite per i più piccoli. Perché non dovrebbero utilizzarlo se sono circondati da una comunità adulta che vive perennemente al telefono? Dovremmo riflettere insieme e impostare delle regole sociali condivise in grado di aiutare i bambini e gli adolescenti a capire quanto sia nocivo e dannoso l’utilizzo dello smartphone che in qualche modo ci allontana dal resto del mondo e ci fa dimenticare il piacere di stare insieme. Purtroppo dovendo essere realisti in tanti casi è ormai troppo tardi..ma non perdiamo mai la speranza né la volonta’ di un cambiamento. 

 

 

Inserimento: cinque da cose da sapere prima di iniziarlo

E’ tempo di inserimenti al nido e alla scuola d’infanzia e sappiamo bene le emozioni che può scatenare questo periodo. Dunque abbiamo deciso di darvi 5 informazioni che noi riteniamo basilari per affrontare al meglio questo momento.

  1. Il distacco dalle figure genitoriali è un momento importante, delicato e molto soggettivo quindi non lasciatevi influenzare dai commenti degli altri. Voi e il vostro bambino siete diversi da tutti gli altri e potreste avere reazioni diverse: è inutile fare confronti (anche tra fratelli!).
  2. Alla base di tutto ci dev’essere fiducia nel servizio, nelle educatrici, in chi lo coordina, ma anche nelle risorse del vostro piccolo: se ci credete davvero, ce la farà!
  3. Fate tutte le domande possibili a chi si prende cura del vostro bambino: meglio non trattenere nulla ed essere confortate, se necessario.
  4. Non abbiate fretta, ci vuole tempo. Meglio seguire i suggerimenti delle educatrici, rispettando i tempi del bambino per evitare che dopo mesi si debba tornare al punto di partenza.
  5. Il pianto del bambino al momento del distacco è una reazione assolutamente sana che spiega un normale legame di attaccamento.

In bocca al lupo!!!!

Genitori (troppo) social?

waSia che voi abbiate figli all’asilo, sia alla primaria o alle medie, sarete senz’altro coinvolti in qualche gruppo WhatsApp per genitori della classe in questione. Probabilmente se siete poco tecnologici e ancora non siete dotati di uno smartphone siete salvi da una moda illogica che sta spopolando anche fra gli adulti. Stiamo parlando dell’abitudine ormai consolidata di molto genitori di messaggiare in continuazione via WhatsApp su questioni (apparentemente) inerenti la scuola e i figli. Quali sono i rischi questi comportamenti?

-I messaggi, dato il numero elevato di membri del gruppo, rischiano di essere continui e infiniti, ledendo la privacy delle persone

Spesso i genitori inconsapevolmente tendono a sostituirsi ai figli chiedendo agli altri adulti novità sui compiti o informazioni che loro stessi dovrebbero avere. Facendo così si deresponsabilizzano i bambini, soprattutto i più grandi.

-E’ importante creare un buon gruppo di genitori che si scambino idee e pareri, ma attenzione a non coalizzarsi contro il corpo docenti

Consiglio per evitare tutto ciò: usare le chat con moderazione e solo se davvero necessario, ricordandosi che diamo il buon esempio ai nostri figli e non possiamo certo proibirgliene l’uso se siamo i primi ad esserne totalmente dipendenti!

I ricordi di un’estate..

L’estate sta per finire, i bambini lo avvertono e anche loro, come noi grandi, iniziano a fremere per il rientro obbligato e le routine quotidiane che ricominciano. I più piccoli naturalmente vanno preparati al distacco che potrebbe essere faticoso dopo molti giorni passati a stretto contatto con mamma e papà. Anche gli adulti devono essere consapevoli di questo grande cambiamento e devono accettare eventuali “capricci” incomprensibili o atteggiamenti regressivi che sottointendono una difficoltà di separazione. A qualsiasi età, tuttavia, è importante parlare di quello che succederà di lì a pochi giorni, senza ansie. Con i più grandicelli si può anche ripercorrere quello che si è fatto durnate l’estate con disegni, racconti, diari di bordo e così via in modo tale da serbarne il ricordo, ma anche prepararsi al futuro, a quello che verrà. prestate particolare attenzione e sensibilità per tutti i bambini che a Settembre inizieranno una nuova avventura (cambio di un’insegnante, di scuola…) facendoli parlare liberamente con la possibilità di esprimere qualsiasi tipo di emozione (paura, ansia, gioia, tristezza, delusione..). Parlarne significa esserne maggiormente consapevoli e alleggerire le aspettative o i timori.

E a questo punto non ci resta che augurarvi…buona ripresa a tutti!

Manca pochissimo al Natale!!

lavoretti bambiniTutto pronto? Letterina spedita, albero fatto…cosa manca ancora? Bè, senz’altro qualche biscotto per Babbo Natale e una carota per le sue renne! Ma anche i segnaposto o il menu per la tavola.. Il bello dei bambini è che si possono conivolgere in tante attività fantasiose, a seconda dell’età. Quindi anche nei prossimi giorni di vacanza, quando le scuole sono chiuse, ma fa troppo freddo per stare fuori, per evitare la noia e l’insofferenza del non fare nulla per troppo tempo, inventate con loro tanti giochi da fare insieme a tema natalizio. Un bambino può sentirsi appagato se i parenti ammirano i suoi lavoretti, anche molto semplici, da utilizzare il giorno di Natale. Basta un pizzico di fantasia, poi si trasformeranno in veri e propri artisti creativi! Buon divertimento!

Aspettando Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato!

fabbrica di cioccolatoMammeCheFatica invita tutti i bambini a partecipare alla grande festa in onore del personaggio di Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato scritto dal celebre R.Dahl.

Un personaggio davvero speciale tra storie giochi e canzoni da imparare! In compagnia di Willy Wonka, alla scoperta del Cioccolato, per un mondo goloso e incantato!

L’evento è organizzato in collaborazione con la Scuola Dada’ e Coop Lombardia e aperto a tutti i bambini!

Vi aspettiamo Sabato 12 Dicembre dalle 16.30-18.30 presso la Scuola Dada’ a Milano.

Contributo: 15€ a bambino (fratello 8e)

(*la quota include: assicurazione-animazione-golosa merenda-gadget)

Info e prenotazioni: nido.dada@libero.it  cell. 366 789 1314

Uff. Stampa e Comunicazione: paola@paolaprandi.it

Vi aspettiamoooooo!!!!!!!

 

 

 

 

Quanti impegni!!

bambino molto impegnatoCon l’inizio del nuovo anno scolastico i genitori sono alle prese con l’organizzazione delle attività extrascolastiche dei loro bambini. Ci si chiede a quale sport sia utile iscriverli, che strumento far suonare loro ecc ecc. Senz’altro le attività proposte ai bambini sono davvero molto numerose e anche fantasiose e creative, ma forse ci dobbiamo anche chiedere se possano andare bene per il nostro bambino. Gli piacerà? E’ un qualcosa che potrebbe stimolarlo? E’ troppo impegnativo? E’ adatto alla sua età?

Inoltre dobbiamo sempre avere in mente che troppi impegni pomeridiani sono nocivi per i bambini di ogni età: l’attività fisica e gli stimoli culturali/relazionali e ricreativi sono importanti, ma sempre alternati a momenti di tranquillità e riposo. Se invece riempiamo le agende dei bambini come fossero dei “baby-manager” rischiamo di farli stressare troppo e otteniamo l’effetto di stancarli e renderli più vulnerabili.